Prototipo AIKA

Continuità conversazionale tra utente e sistemi LLM.

AIKA non prova a ricordare tutto e non si sostituisce al modello linguistico. Lavora prima della risposta, nel punto in cui il prompt entra nel sistema: lo interpreta, lo filtra e recupera contesto utile da inviare all’LLM.

Il suo compito è riconoscere microsensi: tracce minime, fertili e riusabili del pensiero dell’utente. Non sono riassunti né parole chiave, ma unità capaci di riattivare senso già espresso in passato e orientare reasoning, lessico e continuità della risposta.

01 il problema

ESPERIENZA

A chi non è mai capitato di aprire una nuova chat perché la conversazione precedente era diventata troppo lunga per continuare? Quante volte hai provato a riprendere il discorso, scoprendo che l’unico a ricordarlo eri tu?

E quante volte hai scritto: “Ricordi?”

I modelli linguistici attuali restano stateless tra istanze separate: ogni nuova chat non continua davvero la precedente, ma ne inaugura una nuova.

La continuità conversazionale non può quindi dipendere solo dal modello, né dalle singole istanze che si aprono nel tempo. Deve appoggiarsi a ciò che, attraverso ogni interazione, resta davvero continuo.

Chi continua davvero sei tu.

02 l’intuizione

MICROSENSI

La continuità conversazionale nasce quando l’utente ritrova nella risposta tracce di sé. Riconosce forma, ricorrenze e continuità del proprio linguaggio, direzione del proprio significato e modo di stare nel discorso.

Per AIKA, queste tracce non sono casuali, ma emergono da ricorrenze osservabili nel modo in cui una persona parla, pensa e orienta il senso:

  1. Individualità linguistica
  2. Continuità come coerenza, non come accumulo
  3. Dimensione comportamentale-relazionale
  4. Distribuzione non uniforme dei contenuti

In questa ricorrenza formale il microsenso diventa osservabile: non solo una traccia di sé che ritorna, ma un’unità operativa del sistema, il mattoncino che AIKA può estrarre, archiviare e riusare per costruire continuità conversazionale.

03 la risposta

ARCHITETTURA

Se il microsenso è il mattoncino della continuità, l’architettura è il sistema che lo rende utilizzabile. AIKA trasforma una tesi sul linguaggio in un runtime osservabile: il prompt viene analizzato, i microsensi vengono estratti, il contesto viene recuperato e la memoria viene aggiornata.

Coordinator governa il run: ogni stage restituisce un blocco osservabile, consegnato al frontend attraverso Streamer e Receiver.

stage 01 · microsensiComposer

Gestisce la pipeline di estrazione dei microsensi: dal prompt al ContentPackage.

stage 02 · costellazioniMemory Search

Usa il microsenso come attrattore e recupera costellazioni compatibili dalla memoria.

stage 03 · persistenzaMemory CRUD

Aggiorna la memoria persistendo o rinnovando i microsensi emersi nel run.

AIKA è un prototipo aperto alla prossima fase: dalla ricerca alla costruzione di un prodotto.

Possiamo raccontarti il funzionamento, la logica dei microsensi e lo stato dell’architettura.