Architettura AIKA

AIKA rende osservabile il ciclo della continuità.

Nel prototipo, Coordinator apre il run e governa il percorso del prompt attraverso gli stage. Composer interviene dopo una prima scrematura e attiva il processo interno di estrazione: un algoritmo che riconosce, nella geometria complessiva del testo, la struttura dei microsensi, li isola e li estrae.

I microsensi estratti rientrano nel ciclo del run come attrattori: guidano Memory Search nella ricerca di costellazioni semanticamente e geometricamente compatibili, aggiornano la memoria e diventano tracce di sé riattivabili da prompt futuri.

Il prototipo rende visibili i processi reali che il prodotto svolgerà in background.

Nel prototipo, gli stage sono l’interfaccia attraverso cui il ciclo del run diventa osservabile: operano su prompt reali, producono esiti reali del run e mostrano come AIKA estrae microsensi, recupera costellazioni compatibili e aggiorna la memoria.

Nel prodotto finale, questi processi lavoreranno sotto la superficie come layer operativo tra utente e LLM: AIKA costruirà il contesto utile prima dell’invio del prompt, mentre l’utente vedrà solo la risposta generata dal modello linguistico.

runtime owner

Coordinator

Possiede il lifecycle del run: apre il ciclo, governa gli stage osservabili e chiude il flow in modo esplicito.

  • Coordinator è l’owner del lifecycle del run assistant nel prototipo AIKA. Riceve il prompt, lo sanifica, usa il canale della request e apre il ciclo operativo solo quando l’input è valido.
  • Il modello è stage-oriented: Composer, Memory Search e Memory CRUD sono le fasi della sequenza operativa del run, i momenti in cui il dato cambia stato e produce un esito leggibile. Nel prototipo, gli stage seguono lo stesso schema interno: il modulo di dominio produce l’esito, Streamer lo trasforma in blocco osservabile e Receiver lo consegna al canale del run.
  • Ogni stage restituisce un esito osservabile: microsensi estratti o assenti, costellazioni trovate, scartate o non disponibili, memoria aggiornata, rinnovata o non modificata. L’osservabilità non coincide quindi solo con il successo, ma con la capacità del prototipo di dichiarare cosa è accaduto.
  • Il sistema può misurare i tempi del run e degli stage in millisecondi. Nel prototipo, il timing resta infrastruttura di verifica e report: rende il ciclo osservabile e controllabile, senza diventare logica cognitiva o decisione di routing. La sua presenza prepara una possibile evoluzione futura: usare i tempi del run come segnali operativi per rendere il sistema più adattivo.
  • Coordinator non sostituisce i moduli nel loro lavoro interno. Governa il lifecycle complessivo: decide se proseguire allo stage successivo, se interrompere il run e se uno stage deve diventare osservabile.
  • Se uno stage fallisce, Coordinator interrompe la sequenza: gli stage successivi non partono, ma i blocchi già emessi restano validi come stato osservato del run.
  • Il run non produce un payload finale unico verso il frontend. Gli esiti del run passano dal canale come blocchi progressivi, poi Coordinator chiude il ciclo con complete o fail e torna idle in attesa del prompt successivo.